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ODIATO AMATO FACEBOOK


Si riporta qualche importante sentenza che ha visto “coinvolto” il noto social network:
Corte di Cassazione Penale ordinanza n. 22737 del 27 ottobre 2014: la pagina Facebook di un utente può essere considerato “luogo aperto al pubblico”, ai fini della realizzazione del reato di cui all’art. 660 c.p., ossia molestia o disturbo delle persone (in relazione ai commenti fatti sulla bacheca altrui di Facebook da un utente che esprimeva un parere negativo sull’abbigliamento di una ragazza).

Tribunale di Milano provvedimento n. 6847 del 1 agosto 2014: è legittimo il licenziamento qualora il dipendente usi Facebook durante l’orario di lavoro, peraltro scrivendo commenti negativi nei confronti del datore di lavoro.
Corte di Cassazione Penale sentenza n. 16712 del 22 gennaio 2014: è configurabile il reato di diffamazione a carico di chi offende l’altrui reputazione attraverso Facebook e senza fare nomi, allorquando il soggetto la cui reputazione è lesa sia individuabile da parte di un numero limitato di persone indipendentemente dalla indicazione nominativa.