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LA QUOTA MENSILE DI PENSIONE ASSOLUTAMENTE IMPIGNORABILE


L’art. 545 del codice di procedura civile riguarda i “Crediti impignorabili” ed è stato recentemente modificato dall’art. 13, lett. l) del d.l. n. 83/2015, che ha aggiunto tre commi.
In particolare, il nuovo comma 7 dispone che “Le somme da chiunque dovute a titolo di pensione, di indennità che tengono luogo di pensione o di altri assegni di quiescenza, non possono essere pignorate per un ammontare corrispondente alla misura massima mensile dell’assegno sociale, aumentato della metà. La parte eccedente tale ammontare è pignorabile nei limiti previsti dal terzo, quarto e quinto comma nonché dalle speciali disposizioni di legge.“.
Viene così determinato direttamente dalla legge il c.d. minimo vitale impignorabile a garanzia del pensionato (importo che finora era determinato dal Giudice, caso per caso), nella “misura massima mensile dell’assegno sociale, aumentato della metà”.
Premesso che l’assegno sociale viene quantificato annualmente da una circolare dell’INPS, e che per il 2015 la misura mensile dello stesso è di € 448,51, per l’anno 2015 la quota mensile della pensione assolutamente impignorabile è pari ad € 672,77.
La restante parte della pensione potrà invece essere pignorata nei limiti previsti allo stesso art. 545, ai commi 3°, 4° e 5° (e cioè ordinariamente nella misura di un quinto o fino alla metà qualora si debbano recuperare crediti alimentari o concorrano diverse cause di credito).